Ispezione automatizzata di scafi e fondali con visione artificiale
Il problema
Chi gestisce un porto turistico vive una contraddizione quotidiana: la parte più critica dell’infrastruttura — quella sommersa — è anche la meno visibile e la meno monitorata.
Sotto la superficie ci sono gli scafi delle imbarcazioni ormeggiate, con i loro problemi di fouling, osmosi, corrosione. Ci sono le catene di ormeggio che si usurano, i corpi morti che si interrano, i detriti che si accumulano sul fondo. Ci sono cavi, tubazioni, strutture dei pontili che lavorano in silenzio finché non cedono.
Tutto questo viene ispezionato raramente, spesso solo quando qualcosa va storto. Le ragioni sono semplici: mandare un sommozzatore costa, richiede tempo, produce documentazione frammentaria. Il rapporto costo-beneficio di controlli frequenti non è mai stato favorevole.
Il risultato è una gestione reattiva invece che preventiva. Si interviene dopo il danno, non prima. L’armatore scopre il fouling quando la barca rallenta. Il gestore scopre la catena usurata quando una barca si stacca. Il fondale si insabbia finché il pescaggio dichiarato non corrisponde più alla realtà.
Lo scenario
Consideriamo un porto turistico tipico del Mediterraneo: 200 posti barca, profondità 3-6 metri, mix di imbarcazioni stanziali e transito stagionale. Un’infrastruttura che vale qualche milione di euro, servita da personale competente ma senza specializzazione subacquea.
Oggi, questo porto probabilmente:
- Offre agli armatori un servizio di ispezione scafo tramite sommozzatori esterni, su richiesta. Costo per il cliente: 150-250 euro. Tempo di attesa: giorni. Risultato: qualche foto, un giudizio verbale, nessuno storico confrontabile.
- Fa ispezionare i fondali una volta l’anno, forse meno. Affida il lavoro a una società di survey che arriva con attrezzature proprie, fa il giro del porto, consegna un report. Costo: qualche migliaio di euro. Frequenza: insufficiente per cogliere problemi in evoluzione.
- Gestisce i sinistri quando capitano. Una barca che si stacca, un’elica che si danneggia su un detrito, un ormeggio che cede. Costi diretti, costi assicurativi, costi reputazionali.
Non è un modello sbagliato — è l’unico che finora aveva senso economico.
La soluzione proposta
MUSAI è una piattaforma di visione artificiale per l’analisi automatica di immagini subacquee in tempo reale. Integrata con un ROV (drone subacqueo), consente di automatizzare le attività di ispezione riducendo significativamente i costi operativi.
Come funziona: il sistema opera in tre modalità, a seconda delle esigenze.
- In modalità manuale, un operatore pilota il drone lungo la carena o sul fondale mentre MUSAI analizza il flusso video in tempo reale.
- In modalità semi-automatica, l’operatore posiziona il drone vicino al target – lo scafo, la catena, la struttura da ispezionare — e il sistema prosegue autonomamente, seguendo il profilo dell’oggetto senza richiedere controllo continuo.
- In modalità automatica, si imposta la missione (area da coprire, waypoint, pattern di scansione) e il drone esegue l’ispezione in completa autonomia, liberando l’operatore per altre attività.
In tutti i casi, MUSAI analizza il flusso video mentre viene acquisito, riconoscendo e classificando automaticamente quello che vede.
Per gli scafi, identifica: fouling biologico (alghe, cirripedi, incrostazioni), anomalie strutturali (graffi, ammaccature, bolle di osmosi), stato delle appendici (eliche, timoni, prese a mare), condizione degli anodi sacrificali.
Per i fondali, rileva: stato degli ormeggi (tensione catene, punti di usura), presenza di detriti e oggetti pericolosi, variazioni di profondità, condizione delle strutture sommerse.
Ogni rilevazione viene georeferenziata e documentata. Non “c’è del fouling a poppa”, ma una mappa precisa con coordinate, immagini, classificazione di gravità. Dati che si possono confrontare tra un’ispezione e l’altra, inserire in un gestionale, usare per preventivi o perizie.
Cosa cambia in pratica:
Il costo marginale di ogni ispezione crolla. Se oggi un controllo scafo costa 200 euro e richiede di coordinare un sommozzatore esterno, con MUSAI costa 50-70 euro di tempo operatore e si può fare in giornata.
La frequenza diventa sostenibile. Invece di ispezionare i fondali una volta l’anno, si può fare ogni due mesi. Invece di controllare uno scafo solo su richiesta dell’armatore, si può proporre un servizio di monitoraggio periodico incluso nel canone.
La documentazione diventa un asset. Report standardizzati, storico consultabile, evidenze utilizzabili per assicurazioni e contenziosi. Il porto passa da “non sapevamo” a “abbiamo verificato il 15 marzo e la situazione era questa”.
Processo di valutazione
L’adozione del sistema prevede le seguenti fasi:
- Assessment preliminare — Analisi della configurazione portuale, delle esigenze operative e della compatibilità con il sistema.
- Dimostrazione on-site — Test del sistema nelle condizioni operative specifiche del porto, senza impegno. La dimostrazione è gratuita e consente di valutare i risultati su fondali e imbarcazioni reali.
- Proposta tecnico-economica — Configurazione personalizzata, piano di implementazione, formazione del personale.
Applicazioni concrete
MUSAI è attualmente in fase di validazione operativa presso un porto turistico italiano. I test sul campo stanno confermando le ipotesi economiche e operative qui descritte. I primi dati quantitativi saranno disponibili entro il secondo trimestre 2026. Di seguito le applicazioni principali in ambito portuale.
Servizio di ispezione scafi per i diportisti
Il porto può offrire ai propri clienti un servizio di controllo carena rapido, economico e professionale. L’armatore riceve un report con immagini annotate e raccomandazioni: “fouling di grado 2 sulla zona prodiera, consigliata pulizia entro 30 giorni”, “anodo di poppa consumato al 70%, sostituzione necessaria”.
Per il diportista è un valore aggiunto tangibile: costa meno del sommozzatore, è più veloce, produce documentazione utile. Per il porto è un nuovo servizio a margine, che differenzia l’offerta rispetto ai concorrenti.
Alcuni porti stanno valutando di includere un’ispezione annuale nel canone di ormeggio — un modo per giustificare tariffe premium e fidelizzare i clienti stanziali.
Monitoraggio periodico dei fondali
Con costi marginali bassi, diventa possibile ispezionare l’intera area portuale più volte l’anno. Si costruisce una baseline dello stato dei fondali, si identificano le zone critiche, si pianificano gli interventi di manutenzione prima che diventino emergenze.
Il valore è soprattutto nella prevenzione. Un corpo morto che mostra segni di cedimento può essere sostituito in una finestra programmata, non dopo che una barca da 50 metri si è staccata in una notte di vento.
Perizie e certificazioni
Il sistema può essere utilizzato per ispezioni pre-acquisto, perizie assicurative, certificazioni di stato. La documentazione prodotta da MUSAI — oggettiva, georeferenziata, ripetibile – ha un valore probatorio che le foto del sommozzatore non hanno.
Alcuni cantieri stanno esplorando l’uso di MUSAI per documentare lo stato delle imbarcazioni in consegna o in riconsegna da refitting.
Supporto a operazioni speciali
Ricerca di oggetti caduti in acqua. Mappatura pre-dragaggio. Verifica post-intervento su infrastrutture sommerse. Ispezioni per conto di autorità portuali o capitanerie. Il sistema è flessibile – gli algoritmi possono essere configurati per riconoscere target specifici.
Caratteristiche distintive della piattaforma MUSAI
MUSAI è una piattaforma aperta, progettata per adattarsi a contesti operativi diversi.
Algoritmi configurabili. I modelli di riconoscimento possono essere addestrati su dataset specifici per tipologia di imbarcazioni, infrastrutture portuali, o target di ispezione particolari.
Elaborazione on-edge. L’analisi avviene localmente sull’unità di controllo, senza necessità di connessione internet. I dati restano sotto il controllo dell’operatore.
Integrazione con sistemi esistenti. I dati delle ispezioni possono essere esportati o integrati con software gestionali per ormeggi, manutenzione, fatturazione.
Sviluppo e supporto italiano. Il sistema è sviluppato in Toscana da CUBIT Innovation Labs, con conoscenza diretta del contesto normativo e operativo dei porti italiani.
Contatti
Email: musai@cubitlab.com
Telefono: +39 050 0984198
Web: www.musai.cubitlab.com
MUSAI è un progetto di CUBIT Innovation Labs, realizzato con il supporto di ARTES 4.0 e finanziato dal programma Next Generation EU.


